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Henri de GrossouvreSaggista di geopolitica europea

Dossier 02

Tecnologie di sovranità: dal 2005 all'intelligenza artificiale

Una tesi formulata già nel 2005, che l'irruzione dell'intelligenza artificiale rende scottante.

La tesi

Nel 2005, sulla Revue Défense Nationale, Henri de Grossouvre scrive che l'Europa-Potenza non si giocherà sulle istituzioni ma sulla padronanza delle tecnologie di sovranità. Vent'anni dopo, calcolo, modelli, cloud e dati sono diventati esattamente questo.

Questo dossier va letto con precisione, perché sarebbe facile dire troppo.

La formulazione del 2005

Ottobre 2005, Revue Défense Nationale n° 679. Henri de Grossouvre pone l’Europa davanti a un’alternativa netta: o un’Europa-Potenza fondata su un nucleo carolingio, o un’Europa-Mercato ridotta a zona di libero scambio sotto la protezione strategica altrui.

La presentazione ufficiale dell’articolo — quella della rivista, non la nostra — afferma che la leadership europea presuppone una cooperazione strategica continentale per padroneggiare le tecnologie di sovranità.

L’espressione è lì, nel 2005. Non è stata riletta alla luce di oggi: è datata, pubblicata, consultabile.

Ciò che è seguito

Il seguito non è una ricostruzione. È scandito da testi.

2007. Sulla stessa rivista riferisce della creazione del GIE ID Advance Aerospace & Transports e dell’Associazione del Campus industriale aerospaziale e trasporti, vicino a Strasburgo. Un articolo di politica industriale scritto dall’interno, in una rivista di difesa — la tesi si accompagna a una pratica.

2021. Cofirma, nel dossier “Siamo entrati nell’era post-occidentale?”, un articolo sulle opportunità di cooperazione strategica tra Unione europea e Cina. La cooperazione tecnologica internazionale vi è trattata come condizione della decarbonizzazione, non come supplemento d’anima.

2024-2025. Tre rubriche sul Journal du Net. Sull’apprendimento profondo applicato alle città, dove pone il beneficio come condizionato: tutela della vita privata, qualità dei dati, costo di calcolo, distorsioni algoritmiche. Sull’inquadramento giuridico della sintesi vocale tramite IA, a partire dalla legge approvata in Tennessee, con la questione di un’armonizzazione europea. Sui dati satellitari, tecnologie di origine militare divenute strumenti di pianificazione, di cui nomina gli ostacoli — costo di acquisizione e trattamento, infrastruttura di calcolo insufficiente.

Ottobre 2025: la tesi al presente

Il 29 ottobre 2025 Le Figaro pubblica un editoriale collettivo firmato da trentacinque personalità — Luc Ferry, Arnaud Montebourg, Charles Millon e Hervé Morin, due ex ministri della Difesa, Natacha Polony, Alain Juillet, quattro generali, due senatori, due deputati. Henri de Grossouvre vi firma con la qualifica di “saggista specializzato in relazioni internazionali e geopolitica europea”.

Il testo tratta del dato come attivo strategico, della dipendenza del cloud francese ed europeo da operatori soggetti all’extraterritorialità del diritto statunitense, della dottrina “cloud al centro”, della qualificazione SecNumCloud rilasciata dall’ANSSI. Afferma che i dati sono le chiavi dell’intelligenza artificiale.

E la sua analogia centrale — la stessa ambizione che per il nucleare negli anni Sessanta — è la riformulazione esatta, al presente, di quanto scritto nel 2005.

Ciò che questo dossier non dice

Non dice che Henri de Grossouvre è uno specialista di intelligenza artificiale. Non ha un corpus di ricerca sull’argomento e non ne rivendica alcuno.

Questo dossier stabilisce una filiazione intellettuale documentata, le cui due estremità sono testi pubblicati e datati, e i cui riferimenti intermedi lo sono altrettanto. È una rivendicazione più stretta, ed è per questo che regge.

La domanda aperta

Si formula semplicemente, e non ha una risposta acquisita: l’Europa può padroneggiare l’intelligenza artificiale senza padroneggiare la propria energia, le proprie reti e i propri dati?

A vent’anni di distanza, è la stessa domanda del 2005. È cambiata solo la scala.

Riferimenti

Cronologia

  1. 2005“Fortuna ed Europa-Potenza”, Revue Défense Nationale n° 679. La presentazione ufficiale dell'articolo pone la padronanza delle tecnologie di sovranità come condizione della leadership europea.
  2. 2007Resoconto, sulla stessa rivista, della creazione del GIE ID Advance e del campus industriale aerospaziale e trasporti vicino a Strasburgo.
  3. 2021Articolo collettivo sulle opportunità di cooperazione tecnologica tra Unione europea e Cina attorno alla decarbonizzazione.
  4. 2024Due rubriche: l'apprendimento profondo applicato alle città e l'inquadramento giuridico della sintesi vocale tramite intelligenza artificiale.
  5. 2025Editoriale collettivo sul Figaro sulla sovranità digitale, cofirmato da trentacinque personalità.
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Le pubblicazioni del dossier

Articoloottobre 2005

“Fortuna ed Europa-Potenza” (si apre in una nuova scheda)

Revue Défense Nationale, n° 679

Il testo cardine del corpus. L'Europa è posta davanti a un'alternativa: un'Europa-Potenza fondata su un nucleo carolingio, oppure un'Europa-Mercato ridotta a zona di libero scambio sotto la protezione strategica altrui. La presentazione ufficiale dell'articolo afferma che la leadership europea presuppone una cooperazione strategica continentale per padroneggiare le tecnologie di sovranità. Vent'anni prima che calcolo, modelli e dati diventassero esattamente questo.

Editoriale collettivo29 ottobre 2025

Sovranità digitale: “La Francia deve dimostrare la stessa ambizione che ebbe per il nucleare negli anni Sessanta” (si apre in una nuova scheda)

Le Figaro, FigaroVox — 35 firmatari

Editoriale collettivo firmato da trentacinque personalità, tra cui Henri de Grossouvre, con la qualifica di “saggista specializzato in relazioni internazionali e geopolitica europea”. Il testo mette in guardia sulla dipendenza del cloud francese ed europeo da operatori soggetti al diritto statunitense, discute la dottrina “cloud al centro” e la qualificazione SecNumCloud, e pone i dati come chiavi dell'intelligenza artificiale. La sua analogia centrale — la stessa ambizione che per il nucleare degli anni Sessanta — riformula al presente la tesi posta nel 2005 sulla Revue Défense Nationale.

Articolofebbraio 2007

Nascita del Campus industriale aerospaziale e trasporti e del GIE ID Advance (si apre in una nuova scheda)

Revue Défense Nationale, n° 694

Racconta la creazione, alla fine del 2006 nei pressi di Strasburgo, del GIE ID Advance Aerospace & Transports e dell'Associazione del Campus industriale aerospaziale e trasporti. Un articolo di politica industriale scritto dall'interno, in una rivista di difesa: il pensiero strategico vi si appoggia su una pratica.

Articolomarzo 2021

Il nuovo quadro internazionale e le opportunità di cooperazione strategica UE-Cina (si apre in una nuova scheda)

Revue Défense Nationale, n° 838

Articolo collettivo pubblicato nel dossier “Siamo entrati nell'era post-occidentale?”. Gli autori sostengono che la decarbonizzazione richiede una maggiore cooperazione internazionale e che vi è qui, tra Unione europea e Cina, l'occasione di superare gli antagonismi per costruire un progetto comune.

Con François Loos, Joël Ruet, Fatima Hadj, Alex Wang, Jean-Claude Beaujour
Editoriale18 aprile 2024

L'IA nel campo della voce sintetica: la Francia potrebbe ispirarsi alla legge ELVIS? (si apre in una nuova scheda)

Journal du Net

Partendo dalla legge approvata in Tennessee per proteggere la voce degli artisti dalla sintesi non autorizzata, l'autore si chiede se la Francia debba recepirla e se l'Europa debba armonizzare. Espone le tensioni anziché scioglierle: protezione contro libertà creativa, definizione giuridica di “voce”, capacità del diritto di stare al passo con la tecnica.

Recensione27 giugno 2021

Guerra e Acqua: l'acqua posta strategica dei conflitti moderni — Franck Galland (si apre in una nuova scheda)

Revue Conflits

Recensione del libro di Franck Galland. Coglie l'infrastruttura idrica come bersaglio e come arma, dalla clorazione delle truppe a Verdun alla distruzione delle dighe, e prosegue sulle vulnerabilità contemporanee: dissalazione, dipendenza energetica, minacce cibernetiche. Una voce “infrastrutture critiche” tutt'altro che accessoria in questo corpus.