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Henri de GrossouvreSaggista di geopolitica europea
43°42′N 7°16′E

Dossier 01

Nizza, l'asse Parigi-Roma e il Mediterraneo

Una tesi formulata nel 2021, pubblicata nel 2026 — prima in italiano, poi in francese e in inglese.

La tesi

Francia e Italia pesano insieme quasi la metà del bilancio dell'Unione. Nel 2021 hanno firmato un trattato che nulla obbliga a lasciare dormiente. E dispongono, tra Genova e Marsiglia, di una città fondata dai Greci, che è stata italiana per più secoli di quanti ne abbia passati da francese.

C’è un modo pigro di parlare della coppia franco-italiana: dire che potrebbe sostituire quella franco-tedesca, e fermarsi lì. Non è ciò che fa questo dossier.

Che cosa sostiene davvero la tesi

Henri de Grossouvre avanza tre proposizioni distinte, e vanno tenute separate.

La prima è una constatazione sulla Germania. Dalla riunificazione, scrive, il riflesso franco-tedesco si è indebolito — non per cattiva volontà, ma perché Berlino ha perseguito i propri interessi. Lo ha documentato altrove, nella sua analisi del 2024 per Revue Conflits, dove descrive una Germania che ha esternalizzato la propria energia alla Russia, la propria sicurezza agli Stati Uniti e una parte della propria crescita alla Cina.

La seconda è una proposta istituzionale. Il trattato del Quirinale, firmato nel 2021, occupa per la coppia franco-italiana il posto che il trattato dell’Eliseo occupa per quella franco-tedesca. Esiste, è in vigore, ed è pochissimo utilizzato. È una risorsa disponibile, non un’ipotesi.

La terza è una tesi sulle capacità. Un asse non si misura dalle dichiarazioni ma da ciò che consente di fare insieme: rotte mediterranee, industria della difesa, energia, infrastrutture digitali, capitali. Francia e Italia controllano insieme quasi la metà del bilancio dell’Unione. È peso esecutivo, non simbolo.

Perché Nizza

La scelta di Nizza non è decorativa. Fondata dai Greci nel III secolo a.C., poi romana, poi piemontese, la città è rimasta culturalmente italiana per diversi secoli prima dell’annessione alla Francia nel 1860. È, in senso stretto, un punto di contatto — e l’autore cerca sistematicamente i punti di contatto anziché i centri.

L’editoriale si appoggia su due dinamiche locali: il ruolo di Éric Ciotti nel rafforzamento dei legami con la Liguria, e la direzione del Centre Universitaire Méditerranéen da parte del professor Bernard Asso. Questi elementi appartengono all’argomentazione dell’autore; questo sito li riporta, non li fa propri.

Una tesi che precede la sua attualità

Ciò che dà solidità a questo dossier è cronologico. Nel novembre 2021, in un’intervista al Club Italie-France, Henri de Grossouvre sosteneva già che Francia e Italia condividono, in materia finanziaria, più interessi comuni di quanti ne abbiano con la Germania e i paesi del Nord. Vi indicava lo spazio e i trasporti come ambiti prioritari di cooperazione, e affermava che Roma resta il cuore spirituale e culturale dell’Europa.

Cinque anni prima dell’editoriale. Non è dunque una posizione presa alla luce dell’attualità: è una posizione costruita, e poi pubblicata quando è diventata leggibile.

L’Italia era già nell’avanguardia

Un dettaglio passa spesso inosservato, e merita di essere segnalato. Quando Henri de Grossouvre descrive, alla fine del 2019 sulla Revue Politique et Parlementaire, l’avanguardia politica che potrebbe portare l’autonomia strategica europea, ne dà l’elenco: Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo.

L’Italia vi compare dodici anni dopo la prima opera collettiva del Forum Carolus, dove l’avanguardia proposta riuniva Francia, Germania, Belgio, Lussemburgo, Ungheria e Austria — senza di essa. Tra le due, qualcosa è cambiato nella sua analisi: il peso industriale e di bilancio italiano vi diventa un attivo, non un rischio.

Che cosa dovrebbe fare l’asse

L’editoriale si guarda da una lista di desideri. Indica cinque terreni sui quali un asse Parigi-Roma si misurerebbe.

Le rotte mediterranee anzitutto, perché un asse che non controlla le proprie vie di approvvigionamento è solo una dichiarazione. Poi l’industria della difesa, dove i due paesi dispongono di basi capaci di programmi comuni. L’energia, dove interconnessioni e terminali del gas disegnano già una geografia franco-italiana che in pochi guardano. Le infrastrutture digitali, che si ricollegano direttamente al dossier delle tecnologie di sovranità. E i capitali, dove l’autore sosteneva già nel 2021 che i due paesi condividono tra loro più interessi comuni di quanti ne abbiano con la Germania e i paesi del Nord.

Nessuno di questi cinque terreni è simbolico. È il proprio del suo metodo: un asse si giudica da ciò che consente di fare, non da ciò che consente di celebrare.

Il modello politico sottostante

Una precisazione si impone, perché spesso si perde. Il quadro rivendicato non è federale: è un’Europa delle nazioni di ispirazione gollista, costruita su cooperazioni concrete tra Stati anziché su un trasferimento di sovranità. Era già il quadro esplicito di Parigi, Berlino, Mosca nel 2002. L’asse cambia direzione; il metodo no.

Riferimenti

Cronologia

  1. 1860Nizza è annessa alla Francia. Greca alla fondazione, poi romana, poi piemontese, la città era culturalmente italiana da diversi secoli.
  2. 1963Il trattato dell'Eliseo istituzionalizza la coppia franco-tedesca. Sarà a lungo l'unico modello di cooperazione bilaterale in Europa.
  3. 2021Viene firmato il trattato del Quirinale tra Francia e Italia. Nel novembre dello stesso anno, Henri de Grossouvre formula in un'intervista la tesi di un riavvicinamento franco-italiano.
  4. 2026L'editoriale su Nizza esce il 7 agosto in italiano su Le Cronache Lucane, l'8 in francese e il 12 in inglese su Le Diplomate.
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Le pubblicazioni del dossier

Editoriale7 agosto 2026

Nizza: il rinnovamento di un ruolo strategico chiave per la Francia e l'Italia in Europa (si apre in una nuova scheda)

Le Cronache Lucane · Le Diplomate

La tesi più recente: fare di Nizza il perno di un asse Parigi-Roma. L'autore fonda l'argomento sulla storia lunga della città — fondazione greca, eredità romana poi piemontese, culturalmente italiana fino all'annessione del 1860 — e sul trattato del Quirinale del 2021, che colloca, per la coppia franco-italiana, dove il trattato dell'Eliseo sta per quella franco-tedesca. Il partenariato che descrive si misura in capacità: rotte mediterranee, industria della difesa, energia, infrastrutture digitali, capitali. Il testo è uscito prima in italiano, su Le Cronache Lucane, il 7 agosto 2026 — traduzione di Alessandro Sansoni —, poi in francese e in inglese su Le Diplomate.

Intervista15 novembre 2021

Intervista — Francia e Italia: più terreno comune di quanto si creda (si apre in una nuova scheda)

Club Italie-France

Intervista in cui sostiene che Francia e Italia condividono, in materia finanziaria, più interessi comuni di quanti ne abbiano con la Germania e i paesi del Nord, e indica lo spazio e i trasporti come ambiti prioritari di cooperazione. Vi afferma che Roma resta il cuore spirituale e culturale dell'Europa. Cinque anni prima dell'editoriale su Nizza: la tesi Parigi-Roma non è una reazione all'attualità.

Libroaprile 2002

Parigi, Berlino, Mosca: la via dell'indipendenza e della pace (si apre in una nuova scheda)

Éditions L'Âge d'Homme

Primo libro di Henri de Grossouvre, con prefazione del generale Pierre Marie Gallois, l'uomo che convinse de Gaulle a dotare la Francia dell'arma nucleare. Nel quadro di un'Europa delle nazioni, il saggio sostiene un partenariato strategico tra un polo franco-tedesco restaurato e la Russia, su energia, sicurezza, spazio e padronanza delle alte tecnologie. Meno di un anno dopo l'uscita, l'opposizione congiunta di Francia, Germania e Russia alla guerra in Iraq portava “Parigi-Berlino-Mosca” sulle prime pagine di tutto il mondo.

Articolo30 dicembre 2019

Da Brégançon al vertice NATO di Londra: una nuova linea strategica per la Francia e l'Europa? (si apre in una nuova scheda)

Revue Politique et Parlementaire, Libre opinion

Lettura dell'incontro di Brégançon dell'agosto 2019 come avvio di un'inflessione strategica. L'articolo sviluppa due assi: reingaggiare la Russia come potenza europea, e costituire un'avanguardia politica — Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo — al servizio dell'autonomia strategica, nella difesa come nella tecnologia. Tratta esplicitamente della Brexit e della cooperazione di difesa britannica. Una formula resta: gli europei sono diventati oggetto più che soggetto delle relazioni internazionali.

Articolo15 marzo 2024

Guerra in Ucraina: il doppio gioco della Germania (si apre in una nuova scheda)

Revue Conflits

L'autore sostiene che la Germania persegue una strategia contraddittoria: sostegno pubblico all'Ucraina — Patriot, Leopard — e mantenimento discreto di canali verso Mosca. Afferma che Berlino ha esternalizzato la propria energia alla Russia, la propria sicurezza agli Stati Uniti e una parte della propria crescita alla Cina, e che la Zeitenwende dipende più dal calcolo economico e dalla Zivilmacht che da un'ambizione geopolitica.