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Henri de GrossouvreSaggista di geopolitica europea
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Competenze

Tecnologie di sovranità e prospettiva

Nel 2005 scrive che l'Europa-Potenza si giocherà sulla padronanza delle tecnologie di sovranità. Nel 2025 cofirma sul Figaro un editoriale secondo cui i dati sono le chiavi dell'intelligenza artificiale. È lo stesso tema, a vent'anni di distanza.

La tesi

Questo è l’ambito in cui sarebbe più facile dire troppo. Merita quindi di essere posto con esattezza.

Ciò che dice il testo del 2005

Sulla Revue Défense Nationale dell’ottobre 2005, Henri de Grossouvre pone l’Europa davanti a un’alternativa: o un’Europa-Potenza fondata su un nucleo carolingio, o un’Europa-Mercato ridotta a zona di libero scambio sotto la protezione strategica altrui. La presentazione ufficiale dell’articolo afferma che la leadership europea presuppone una cooperazione strategica continentale per padroneggiare le tecnologie di sovranità.

Questa formulazione non è nostra. È dell’editore della rivista, nel 2005.

Ciò che è diventata

Nell’ottobre 2025 cofirma sul Figaro, con altri trentaquattro firmatari — Luc Ferry, Arnaud Montebourg, due ex ministri della Difesa, quattro generali, due senatori —, un editoriale sulla sovranità digitale. Il testo verte sulla dipendenza del cloud francese ed europeo da operatori soggetti all’extraterritorialità del diritto statunitense, sulla dottrina “cloud al centro”, sulla qualificazione SecNumCloud dell’ANSSI. Pone i dati come chiavi dell’intelligenza artificiale. E la sua analogia centrale — la stessa ambizione che per il nucleare degli anni Sessanta — è la riformulazione al presente di quanto scritto vent’anni prima.

Ciò che sta in mezzo

La continuità non è una ricostruzione retrospettiva: è scandita da tappe.

Nel 2007, sulla stessa rivista, riferisce della creazione del GIE ID Advance e del campus industriale aerospaziale e trasporti vicino a Strasburgo. Un articolo di politica industriale scritto dall’interno. Nel 2021 cofirma un articolo sulle opportunità di cooperazione tecnologica tra Unione europea e Cina attorno alla decarbonizzazione. Nel 2024 e nel 2025 pubblica tre rubriche: sull’apprendimento profondo applicato alle città, di cui pone il beneficio come condizionato — vita privata, qualità dei dati, costo di calcolo, distorsioni; sull’inquadramento giuridico della sintesi vocale tramite IA, a partire dalla legge approvata in Tennessee, e sull’opportunità di un’armonizzazione europea; sui dati satellitari, tecnologie di origine militare divenute strumenti di pianificazione, di cui nomina gli ostacoli anziché sorvolarli.

Ciò che questo ambito non è

Henri de Grossouvre non è un ricercatore in intelligenza artificiale e questo sito non lo presenterà mai come tale. Non ha un corpus di ricerca sull’IA, e non lo rivendica.

Ciò che ha è una tesi formulata nel 2005 sulla condizione tecnologica dell’autonomia europea, una pratica industriale che l’ha accompagnata, e una posizione pubblicata nel 2025 che la riprende al presente sul terreno dei dati e del calcolo. È una cosa diversa, ed è più solida, perché ogni anello è datato e collegato.

La domanda che resta aperta è quella posta dal dossier: l’Europa può padroneggiare l’intelligenza artificiale senza padroneggiare la propria energia, le proprie reti e i propri dati?

Fatti salienti
  • L'espressione “tecnologie di sovranità” figura nella presentazione ufficiale del suo articolo del 2005 sulla Revue Défense Nationale.
  • Nel 2007, sulla stessa rivista, riferisce della creazione del GIE ID Advance e del campus industriale aerospaziale vicino a Strasburgo: la tesi si accompagna a una pratica.
  • Nell'ottobre 2025 cofirma sul Figaro, con altre trentaquattro personalità, un editoriale sulla dipendenza del cloud europeo dal diritto statunitense.
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Pubblicazioni collegate

Articoloottobre 2005

“Fortuna ed Europa-Potenza” (si apre in una nuova scheda)

Revue Défense Nationale, n° 679

Il testo cardine del corpus. L'Europa è posta davanti a un'alternativa: un'Europa-Potenza fondata su un nucleo carolingio, oppure un'Europa-Mercato ridotta a zona di libero scambio sotto la protezione strategica altrui. La presentazione ufficiale dell'articolo afferma che la leadership europea presuppone una cooperazione strategica continentale per padroneggiare le tecnologie di sovranità. Vent'anni prima che calcolo, modelli e dati diventassero esattamente questo.

Editoriale collettivo29 ottobre 2025

Sovranità digitale: “La Francia deve dimostrare la stessa ambizione che ebbe per il nucleare negli anni Sessanta” (si apre in una nuova scheda)

Le Figaro, FigaroVox — 35 firmatari

Editoriale collettivo firmato da trentacinque personalità, tra cui Henri de Grossouvre, con la qualifica di “saggista specializzato in relazioni internazionali e geopolitica europea”. Il testo mette in guardia sulla dipendenza del cloud francese ed europeo da operatori soggetti al diritto statunitense, discute la dottrina “cloud al centro” e la qualificazione SecNumCloud, e pone i dati come chiavi dell'intelligenza artificiale. La sua analogia centrale — la stessa ambizione che per il nucleare degli anni Sessanta — riformula al presente la tesi posta nel 2005 sulla Revue Défense Nationale.

Articolofebbraio 2007

Nascita del Campus industriale aerospaziale e trasporti e del GIE ID Advance (si apre in una nuova scheda)

Revue Défense Nationale, n° 694

Racconta la creazione, alla fine del 2006 nei pressi di Strasburgo, del GIE ID Advance Aerospace & Transports e dell'Associazione del Campus industriale aerospaziale e trasporti. Un articolo di politica industriale scritto dall'interno, in una rivista di difesa: il pensiero strategico vi si appoggia su una pratica.

Articolomarzo 2021

Il nuovo quadro internazionale e le opportunità di cooperazione strategica UE-Cina (si apre in una nuova scheda)

Revue Défense Nationale, n° 838

Articolo collettivo pubblicato nel dossier “Siamo entrati nell'era post-occidentale?”. Gli autori sostengono che la decarbonizzazione richiede una maggiore cooperazione internazionale e che vi è qui, tra Unione europea e Cina, l'occasione di superare gli antagonismi per costruire un progetto comune.

Con François Loos, Joël Ruet, Fatima Hadj, Alex Wang, Jean-Claude Beaujour
Editoriale18 aprile 2024

L'IA nel campo della voce sintetica: la Francia potrebbe ispirarsi alla legge ELVIS? (si apre in una nuova scheda)

Journal du Net

Partendo dalla legge approvata in Tennessee per proteggere la voce degli artisti dalla sintesi non autorizzata, l'autore si chiede se la Francia debba recepirla e se l'Europa debba armonizzare. Espone le tensioni anziché scioglierle: protezione contro libertà creativa, definizione giuridica di “voce”, capacità del diritto di stare al passo con la tecnica.

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