Vai al contenuto
Henri de GrossouvreSaggista di geopolitica europea
02

Competenze

Sicurezza e difesa

Nove contributi alla Revue Défense Nationale, un editoriale istituzionale con trentadue firmatari sul nucleare, un convegno sulla NATO. Non è un interesse marginale: è l'ambito più documentato del corpus.

La tesi

La Revue Défense Nationale esce dal 1939. Non ci si pubblica nove volte per caso, e non ci si pubblicano opinioni: ci si pubblicano analisi fondate su fatti, riviste da una redazione che conosce la materia. È la base più solida di questo corpus, ed è anche la meno nota al grande pubblico.

Bucarest, 2008: una lettura datata e verificabile

Nell’aprile 2008 il presidente Bush apre il più grande vertice della storia della NATO ponendo l’adesione di Ucraina e Georgia come priorità di Washington. Un’iniziativa franco-tedesca, concertata con Mosca, nega loro lo status di candidato ufficiale.

Henri de Grossouvre ne trae, nello stesso anno, una conclusione che il riassunto inglese ufficiale della rivista formula così: l’episodio illustra il relativo declino geopolitico dell’America. Scritto nel 2008. Si può discutere la tesi; non la si può datare a posteriori.

Un’architettura di sicurezza, non un commento

L’anno successivo, con Pierre Pascallon, afferma che la Grande Europa esiste “dall’Atlantico agli Urali” e comprende quindi la Russia europea — e ne trae una conseguenza operativa: la convocazione di una conferenza internazionale e la trattazione della sicurezza paneuropea nel quadro dell’OSCE. Anche qui l’approccio è architettonico. La diagnosi è solo la porta d’ingresso.

Il controllo democratico dell’impegno

Nel giugno 2026 cofirma con altri trentuno — parlamentari, ufficiali generali, universitari, tra cui Pierre Lellouche e Jacques Sapir — un editoriale che non appartiene al commento ma al diritto costituzionale applicato. Vi si avanzano nove misure: rafforzamento costituzionale dell’articolo 35, definizione giuridica della cobelligeranza, dibattito parlamentare obbligatorio sugli interessi vitali, possibile ricorso al referendum per gli impegni strategici maggiori.

L’oggetto del testo non è dirimere una contesa tra due campi. È stabilire chi decide, con quale procedura e sotto quale controllo. È una questione di meccanica istituzionale, ed è esattamente il punto in cui il lavoro di proposta si distingue dall’editoriale.

I Balcani, la Serbia, le infrastrutture critiche

Due ulteriori angolazioni completano l’ambito. La prima è balcanica: già nel 2015 un editoriale di sei pagine colloca la Serbia come crocevia tra Unione europea e Mosca — dieci anni prima che la questione tornasse in primo piano.

La seconda è meno attesa e merita una sosta. Nel 2021 dedica una recensione a Guerra e Acqua di Franck Galland, e ne trattiene l’essenziale: l’infrastruttura idrica come bersaglio e come arma, dalla clorazione delle truppe a Verdun alla distruzione delle dighe, fino alle vulnerabilità contemporanee — dissalazione, dipendenza energetica, minacce cibernetiche. È il punto in cui la difesa incontra il pilastro delle tecnologie di sovranità.

Fatti salienti
  • Nove articoli ed editoriali sulla Revue Défense Nationale tra il 2003 e il 2021 — quattro dei quali dispongono di una versione inglese ufficiale pubblicata dalla rivista.
  • Nel 2008 legge nel vertice NATO di Bucarest un “relativo declino geopolitico” degli Stati Uniti. La formula è quella del riassunto inglese pubblicato dalla rivista.
  • Nel 2026 cofirma con altri trentuno firmatari — tra cui Pierre Lellouche e Jacques Sapir — un editoriale che avanza nove misure istituzionali sull'impegno militare e nucleare della Francia.
6

Pubblicazioni collegate

Articolonovembre 2008

Vertice NATO di Bucarest: Europa / Stati Uniti (si apre in una nuova scheda)

Revue Défense Nationale, n° 713

Al vertice di Bucarest dell'aprile 2008 il presidente Bush pone l'ingresso di Ucraina e Georgia nella NATO come priorità di Washington; un'iniziativa franco-tedesca, concertata con Mosca, nega loro lo status di candidato ufficiale. Il riassunto inglese pubblicato dalla rivista definisce l'episodio un evento storico che illustra il relativo declino geopolitico americano. Scritto nel 2008.

Editoriale collettivo23 giugno 2026

Per un ripristino del controllo democratico sull'impegno militare e nucleare della Francia (si apre in una nuova scheda)

Le Diplomate, 32 firmatari

Editoriale collettivo che riunisce trentadue firmatari — tra cui Pierre Lellouche, Jacques Sapir, ufficiali generali e universitari. Il testo chiede un controllo parlamentare rafforzato sugli impegni militari e avanza nove misure, tra cui il rafforzamento costituzionale dell'articolo 35, una definizione giuridica della cobelligeranza e un dibattito parlamentare obbligatorio sugli interessi vitali. Una proposta istituzionale, non un commento.

Articolo30 dicembre 2019

Da Brégançon al vertice NATO di Londra: una nuova linea strategica per la Francia e l'Europa? (si apre in una nuova scheda)

Revue Politique et Parlementaire, Libre opinion

Lettura dell'incontro di Brégançon dell'agosto 2019 come avvio di un'inflessione strategica. L'articolo sviluppa due assi: reingaggiare la Russia come potenza europea, e costituire un'avanguardia politica — Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo — al servizio dell'autonomia strategica, nella difesa come nella tecnologia. Tratta esplicitamente della Brexit e della cooperazione di difesa britannica. Una formula resta: gli europei sono diventati oggetto più che soggetto delle relazioni internazionali.

Recensione27 giugno 2021

Guerra e Acqua: l'acqua posta strategica dei conflitti moderni — Franck Galland (si apre in una nuova scheda)

Revue Conflits

Recensione del libro di Franck Galland. Coglie l'infrastruttura idrica come bersaglio e come arma, dalla clorazione delle truppe a Verdun alla distruzione delle dighe, e prosegue sulle vulnerabilità contemporanee: dissalazione, dipendenza energetica, minacce cibernetiche. Una voce “infrastrutture critiche” tutt'altro che accessoria in questo corpus.

Contatti